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23 Febbraio 2011

Curve d’Italia

“È lei, uscita dalla copertina di un rotocalco…” cantava Fred Buscaglione nella canzone Sofisticata, nel ’59.
Ed è proprio alle copertine delle prime testate femminili, dal dopoguerra agli anni ’50, che bisogna guardare volendo tracciare un ritratto ideale della donna italiana.
  
Attraverso i volti delle prime dive e delle miss immortalate sulle loro pagine, l’Italia definisce il proprio  immaginario femminile. Lo scopre per la prima volta e lo immortala per sempre, in tutta la generosità delle sue forme: Lucia Bosè, Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida e Sophia Loren.
La dolce vita, quella dell’Italia che vuole tornare a sognare e a riappropriarsi della gioia e del tempo libero, inizia proprio da qui. Tra le cronache dei concorsi di bellezza, dei fidanzamenti, dei matrimoni famosi, i rotocalchi fissano
nell’immaginario di una Italia nascente, dopo la guerra, un canone estetico a tutte curve, su cui sognare amori e dare forma alle trepidazioni.

L’Italia si scopre unita anche attraverso la nascita di nuovi luoghi della mondanità e non solo Via Veneto o Cinecittà.  Sulle copertine dei giornali le curve delle dive immortalate dai paparazzi si stagliano su Taormina, sulla costiera amalfitana, su Venezia, dove il Festival è un appuntamento imperdibile.
E l’Italia diventa più vicina per tutti.

Per Elena Mirò quei volti e quelle curve rappresentano l’ideale di donna italiana. Un ideale non necessariamente delimitato in un periodo storico.
Una naturale eleganza mai separata da una prorompente vitalità e da una iconica silhouette che racconta un’Italia in movimento, ottimista, che si rimbocca le maniche, sogna e guarda al futuro.

Ieri come –più necessariamente che mai- oggi, come domani.
Queste copertine ci ricordano un ideale femminile senza tempo e per questo attuale, quello che Elena Mirò promuove con entusiasmo e convinzione da sempre, e ci ricordano che queste curve tengono da 150 anni uniti i sogni degli italiani.