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24 Febbraio 2010

Autunno Inverno 2010/2011: L’anno delle curve

Elena Mirò per il prossimo autunno-inverno intreccia rapporti inediti tra mondi apparentemente lontani tra loro e opera su contrasti necessari ad una nuova, elegante armonia. Dalla contaminazione tra occidente e oriente si approda ad una visione contemporanea di bellezza.
E’ una donna che si muove in un’ambientazione sofisticata e sapientemente rarefatta, come Lauren Bacall in un film noir, protesa verso un’eleganza sempre più perfetta.
Su questa sensibilità si innesta un’ispirazione orientale di grande raffinatezza, che attraversa tutta la collezione con continue suggestioni cromatiche e grafiche, regalando un taglio decisamente moderno ai capi e stabilendo un nuovo equilibrio seduttivo.
Morbide onde platino si spiegano su tailleurs dalle spalle marcate; longuette aderenti  sono abbinate a giacche strutturate sartorialmente; abiti sagomati segnano il punto vita; passamanerie che delineano e rifiniscono con eleganza l’interno dei capi spalla. Lavorazioni dévoré su sete e lane conferiscono agli abiti un senso di profonda dimensionalità; jacquard e paillettes creano elusivi giochi ottici.
E’ un effetto di elegante dinamismo, delineato scenograficamente attraverso la presenza di un albero orientale dai rami suggestivamente protesi. Simbolo millenario di rinnovamento, il suo tronco arcuato traccia idealmente un ponte di raccordo tra passato e futuro, e insieme una linea di congiunzione tra mondi lontani.  
Così il pregiato impianto sartoriale trova nuova linfa vitale nelle sofisticate cromie orientali, che richiamano vividamente  le lacche cinesi digradando da tonalità piene come il bordeaux, il rubino, verso toni più tenui e sussurrati come il beige e il tortora. Languide sete colorate donano la lucentezza della porcellana agli abiti, mentre preziosismi decorativi -come il dragone cinese- compaiono sugli eleganti labirinti geometrici dei bijoux. Tra i capelli, eleganti bacchette disegnano nuovi, sensuali, ideogrammi.
Elena Mirò con questa collezione afferma ulteriormente quanto il vero stile debba usare le proprie ispirazioni per distanziarsi da qualsiasi data e geografia, a vera misura di modernità.